Incontriamo Susanna De Ciechi, ghostwriter e scrittrice

Intervista a Susanna De Ciechi

di

Paola Bianchi

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Il salotto di Libri e Emozioni ospita oggi una ghostwriter, Susanna De Ciechi

Susanna De Ciechi ha lavorato per anni come giornalista freelance, ma sicuramente l’attività di scrittore fantasma è quella che ci incuriosisce di più, quindi per iniziare le chiediamo che cosa significhi in realtà lavorare come ghostwriter.

È un lavoro piuttosto complicato, ma appassionante. Essere uno scrittore fantasma consente di scrivere storie uniche, originali, ispirate a fatti reali, che mi vengono raccontate da coloro che ne sono stati protagonisti. Sono una cacciatrice di storie e ho imparato che la realtà supera di gran lunga la fantasia. Scelgo i narratori con vicende che mi appassionano per realizzare romanzi autobiografici, memoir, romanzi non fiction. Come ghost writer mi capita di conoscere persone interessanti, di entrare nelle loro vite e di condividere narrazioni straordinarie attraverso la scrittura.

 

È un settore soggetto a molta concorrenza?

Si e no. Ci sono tanti modi di fare lo scrittore fantasma in relazione ai diversi ambiti di specializzazione e anche al metodo che si sceglie di adottare. In Italia i ghost writer professionisti sono relativamente pochi; di sicuro cresce il numero di coloro che ci provano. Tuttavia questo lavoro non lascia spazio all’improvvisazione, è molto complesso e richiede diverse capacità oltre, com’è ovvio, un’ottima padronanza della scrittura.

 

Scrivere per gli altri è sicuramente soddisfacente, il sentirsi utili e apprezzati è fonte di gratificazione, ma quanto sono intense le emozioni provate nel pubblicare una propria opera?

Nel 2015 ho pubblicato due libri, La regola dell’eccesso e Tessa e Basta, con il mio nome in chiaro in copertina, insieme a quello dei miei co-autori, Renato Tormenta e Tessa Krevic che, per motivi particolari, hanno scelto di usare uno pseudonimo letterario. Certo vedere il proprio libro pubblicato è emozionante, tuttavia per me lo è senz’altro di più il confrontarmi con il narratore. È un processo molto particolare quello che mi porta a entrare in sintonia con una persona che mi affida la storia della sua vita. Io romanzo la narrazione e scrivo in modo che il protagonista si possa riconoscere in ogni pagina del libro. Questa è la parte che mi piace di più e mi dà maggiore soddisfazione.

 

Che tipo di storie sceglie per i suoi libri?

Non ci sono argomenti che rifiuto a priori, prendo in esame qualsiasi tema a patto che mi faccia sentire coinvolta. Questa è la condizione che mi consente di lavorare bene. Negli ultimi libri ho raccontato storie molto dure, vicende legate alla lotta alle dipendenze, alla guerra. Di recente ho finito di scrivere un libro di cui sono protagonisti i bambini di un paese lontano, lo Sri Lanka, ma in loro si possono identificare i ragazzini di qualsiasi parte del mondo. Il protagonista di questa storia è Massimiliano Fanni Canelles, presidente di @uxilia, una persona straordinaria. Il libro dovrebbe uscire in autunno.

 

Ci vuole raccontare un aneddoto o un particolare ricordo legato alla sua esperienza da ghostwriter?

Di aneddoti ne ho tantissimi, materiale sufficiente per scrivere un libro. Però il ghost writer non può aprire bocca, è cosa nota. Non è lo scrittore fantasma a dover stare sotto copertura, anzi, io sono ben presente in rete, ho anche un sito http://www.iltuoghostwriter.it/ in cui racconto del mio lavoro ed è attraverso la rete che mi arrivano i contatti. Sono i miei narratori i veri fantasmi, io devo tutelare le loro identità. Per questo sono vincolata dal giuramento del ghost writer: non rivelerò mai nulla dei miei narratori, neppure sotto tortura.

 

In conclusione, sono felice di essere un ghost writer, è un lavoro bellissimo. Spero prima o poi di riuscire a tirare fuori dal cassetto uno dei miei manoscritti. Ogni anno dico che pubblicherò una cosa mia, poi non trovo mai il tempo. Adesso sono immersa in una nuova storia, molto diversa dalle ultime che ho raccontato. Si svolge per lo più a New York, dove vive la persona che ne è protagonista e… sarà qualcosa di speciale.

 

21 aprile 2016

Interviste

Informazioni su librieemozioni

Romana di nascita, ma cittadina del mondo, Paola Bianchi è laureata in Lingue e Letterature Straniere Moderne e insegna lingue e materie letterarie, oltre a lavorare come correttrice di bozze e traduttrice. Appassionata di tutto ciò che ruota intorno ai libri ha un proprio blog, www.librieemozioni.altervista.com, che considera un salotto aperto agli amanti della scrittura e della lettura, e ha fondato a Civitavecchia, dove vive, un Club Letterario. Attualmente scrive per il Magazine Caffebook e ha già pubblicato numerosi articoli anche per giornali locali. Il saggio “La Figura del Vampiro dalle origini ai nostri giorni, nelle opere di Anne Rice e Joseph Sheridan Le Fanu” come il romanzo breve “Giochi di luna”, e “Finzione o realtà?” racconto pubblicato in e-book nella raccolta “Raccontami una Storia”, rispecchiano la sua passione per il genere horror, a cui si affiancano anche quello fantasy e thriller.

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