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Recensione de “La MalaDanza… e la morte s’innamorò – I Diari dell’Apocalisse – Vol. 1” di Folgorata e La Pizia

A Libri e Emozioni tornano le eclettiche scrittrici Folgorata e La Pizia, che avevamo già incontrato grazie al loro “Mary Mapple e la spezieria della morte”, romanzo adatto ai ragazzi, ma indubbiamente anche a noi adulti. 

La loro novità “La MalaDanza… e la morte s’innamorò – I Diari dell’Apocalisse (Vol.1)” edito da Òphiere MarchioEditoriale con la collaborazione di Giusy De Nicolo e Fanny Di Natale, è un’altra perla irriverente e ironica destinata a conquistarvi strappandovi più di un sorriso.

C’era da convincere un’anatra muta a riprendere il volo e abbandonare il cortile degli Aiudi onde evitare di finire arrosto; riportare al recinto due cavalli cordiali e vagabondi, e una sera, risalendo dal fosso, dovetti levare una spiga di foraggio dell’ingravidatore seriale del circondario, Cesareborgia, il cane bastardo così normo-dotato da non essere assimilabile ad alcuna razza canina specifica: taglia media, pelo color cane, unica specialità, ridere… Quando lo incontravi, schiudeva le labbra e mostrava un sorriso sdentato capace di strapparti ossa, avanzi e sopravvivenza.

Come gli altri romanzi scritti a quattro mani dalla Folgorata e da La Pizia, anche questo presenta più livelli di lettura, una sorta di “cipolla letteraria”… ecco che le due fantasiose scrittrici stanno influenzando anche me… in quanto si può godere della storia in se stessa, come piacevole e divertente passatempo, o addentrarsi nella ricca simbologia che permea tutto il libro, con chiari e possibili riferimenti addirittura alla situazione pandemica che sta assillando il mondo intero ormai da troppo.

La peste stringeva il suo cerchio attorno al Trebbio della Sconfitta. Perfino le celebrazioni di Pasqua erano state cancellate.

La trama infatti si svolge in un piccolo paesino italiano, una frazione direi, tipico della nostra penisola da nord a sud, dove troviamo le complesse, complicate e articolate relazioni sociali tra le poche anime che condividono quotidianamente pro e contro di una piccola realtà rurale.

Scontato è il subbuglio che l’arrivo di un forestiero suscita normalmente nelle piccole comunità, soprattutto se lo straniero è l’aitante Belforte e se di mezzo c’è Malva, la giovane pustolosa postina animalista.

Ma lui si stagliava sottile, appoggiato al furgone sotto la luce della luna. Sembrava incorporeo e, quando si voltò verso di me, comparve anche il suo sorriso, candido come il cotone delle maniche ampie della camicia. Scosse la testa come volesse ridere di me e mi aprì la portiera.

Belforte e Malva, Belforte, Malva e il resto del paese, la peste e il dolore, l’amore e il batticuore, questi i ballerini della Mala Danza, impegnati in una coreografia che coinvolge e sorprende il lettore dalla prima all’ultima pagina. 

Addentrandoci nella storia ci confrontiamo con i tanti sentimenti e stati d’animo che la pandemia scatena negli abitanti di Trebbio della Sconfitta: la paura ovviamente, ma anche la diffidenza verso ciò che non conosciamo, il desiderio di trovare una spiegazione che spesso ci porta a incolpare il diverso, l’estraneo, lo straniero… ma anche l’amicizia e la lealtà, la collaborazione e ovviamente l’amore, quell’amore incredibile, impossibile eppure presente, quindi al di là di ogni perplessità e razionalità, reale.

Lo circondai col braccio sulla schiena curva e gli appoggiai il viso sulla spalla. Non so per quanto tempo restammo così, tremavo e lo sentivo fare altrettanto sotto di me. Scossi dai brividi, dalla pena, dalla paura e dal desiderio, ero annebbiata da frammenti di assurda felicità perché mi stava concedendo di restargli a contatto.

La MalaDanza… e la morte s’innamorò – I Diari dell’Apocalisse (Vol.1)di Folgorata e La Pizia, un romanzo divertente che vale davvero la pena leggere, un libro profondo che ci lascia un messaggio di speranza, una storia articolata in cui la linea divisoria tra realtà e fantasia è davvero labile; quasi senza accorgercene, riga dopo riga, arriviamo a credere che l’invenzione sia vera e che, alla fin fine, tutto può accadere, se ci crediamo con tutto il nostro cuore.

Paola Bianchi

Pubblicato da librieemozioni

Romana di nascita, ma cittadina del mondo, Paola Bianchi è laureata in Lingue e Letterature Straniere Moderne e insegna lingue e materie letterarie, oltre a lavorare come correttrice di bozze e traduttrice. Appassionata di tutto ciò che ruota intorno ai libri ha un proprio blog, www.librieemozioni.altervista.com, che considera un salotto aperto agli amanti della scrittura e della lettura, e ha fondato a Civitavecchia, dove vive, un Club Letterario. Attualmente scrive per il Magazine Caffebook e ha già pubblicato numerosi articoli anche per giornali locali. Il saggio “La Figura del Vampiro dalle origini ai nostri giorni, nelle opere di Anne Rice e Joseph Sheridan Le Fanu” come il romanzo breve “Giochi di luna”, e “Finzione o realtà?” racconto pubblicato in e-book nella raccolta “Raccontami una Storia”, rispecchiano la sua passione per il genere horror, a cui si affiancano anche quello fantasy e thriller.

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