Recensione de “Il gioco del ragno” di Donatella Perullo

“Niente è come sembra”

Fonte: amazon

Libri e Emozioni ha il piacere di ospitare nuovamente la scrittrice Donatella Perullo con il suo ultimo romanzo, “Il gioco del ragno”.

Fresco di stampa, in quanto edito dalla Fanucci Editore per la collana Nero Italiano a giugno 2017, il libro si presenta come un buon prodotto dalla copertina lineare, ma indicativa e pagine piacevoli da sfogliare, grazie alla qualità della carta usata.

Ho già avuto modo di apprezzare in passato le qualità letterarie della Perullo, e ho letto e recensito altre sue due opere fantasy, “Nemesi” e “Lacrime d’Ametista”, e questo suo lavoro non ha potuto che confermare la sua bravura e indicare sicuramente un salto di qualità.

Questa volta l’artista si è cimentata con un poliziesco e ha indubbiamente fatto centro.

Il lettore non ha scampo e rimane invischiato anche lui nella tela del ragno, tessuta per tutte le duecento quarantasei pagine con minuziosità.

La trama è avvincente e ben architettata, tanto da non deludere le aspettative nemmeno del più esperto conoscitore del genere.

I personaggi sono ben delineati, dipinti con tinte vivide che ne caratterizzano immediatamente la personalità, rendendo facile l’individuale costruzione mentale di un carattere, piuttosto che di un altro. Ambientato in Italia, precisamente nella bella, quanto pericolosa Napoli, quasi sembra di sentire la cadenza del dialetto partenopeo, mentre si leggono i dialoghi tra i personaggi.

Precise le descrizioni dei luoghi, in cui il lettore si ritrova immerso, capace di immaginare la bellezza del pittoresco quartiere del Vomero, o il grigiore di un commissariato alle prese quotidianamente con i crimini più efferati.

La storia inizia immediatamente, senza preamboli, fagocitando il lettore già dalle prime pagine. Un terribile fatto di sangue cambierà inesorabilmente le vite dei sopravvissuti e li unirà, inevitabilmente, sordo ai loro desideri o ai loro dinieghi.

“Davide scese le scale con circospezione, seguendo la scia delle grida. (…) Raggiunse l’uscio semichiuso e si preparò a intervenire. Tenendo le spalle contro il muro, spinse piano la porta e si raggelò.”

Andrea e Mizar sono i due protagonisti principali, sebbene tutti gli altri giochino comunque ruoli chiave nello sviluppo del racconto. Due giovani adulti da troppo tempo in lotta con i propri fantasmi; due caratteri forti che non si danno mai per vinti; due poli troppo uguali, che dovranno capire le proprie diversità, per poter giungere a una sorta di avvicinamento e unione. Due poliziotti, bravi e caparbi, che devono trovare il ragno prima che finisca di tessere la sua ragnatela di morte.

Investigazione e tensione sono la colonna sonora de “Il gioco del ragno”, ma tra le righe si intuisce anche un sapiente peso di sentimenti ben dosati, non tanto ovviamente da renderlo un romance, ma abbastanza per suscitare curiosità e aspettativa.

“Il silenzio che seguì portò con sé un carico d’imbarazzo. (…) Cercando di reagire al disagio, Mizar uscì dalla cucina e quando gli passò accanto entrambi percepirono il magnetismo che c’era tra loro.”

In questo romanzo nulla è in realtà come sembra e Donatella Perullo è riuscita a trasmettere credibilità, aprendo solamente al momento giusto le scatole cinesi che compongono un mistero tutto da scoprire, utilizzando colpi di scena non in maniera eclatante, ma impattante, sferzando la fantasia del lettore con un vento di sorpresa a cui non può che seguire il riconoscimento di ciò che si era forse intuito, o che proprio non ci si aspettava.

“(…) ma non poteva tirare fuori quel posto come un ragno dal cilindro (…) – È il coniglio che si tira fuori dal cilindro e il ragno dal buco. – Quale buco?”

Sinceramente e obiettivamente consiglio la lettura de “Il gioco del ragno” di Donatella Perullo, una conferma per chi ha già avuto modo di conoscere questa scrittrice italiana, una scoperta valida per chi ama i libri ben scritti.

 

Paola Bianchi

 

IL GIOCO DEL RAGNO

DONATELLA PERULLO

POLIZIESCO

FANUCCI EDITORE – COLLANA NERO ITALIANO

GIUGNO 2017

PAG. 246

€ 13,00

 

 

 

Pubblicato da librieemozioni

Romana di nascita, ma cittadina del mondo, Paola Bianchi è laureata in Lingue e Letterature Straniere Moderne e insegna lingue e materie letterarie, oltre a lavorare come correttrice di bozze e traduttrice. Appassionata di tutto ciò che ruota intorno ai libri ha un proprio blog, www.librieemozioni.altervista.com, che considera un salotto aperto agli amanti della scrittura e della lettura, e ha fondato a Civitavecchia, dove vive, un Club Letterario. Attualmente scrive per il Magazine Caffebook e ha già pubblicato numerosi articoli anche per giornali locali. Il saggio “La Figura del Vampiro dalle origini ai nostri giorni, nelle opere di Anne Rice e Joseph Sheridan Le Fanu” come il romanzo breve “Giochi di luna”, e “Finzione o realtà?” racconto pubblicato in e-book nella raccolta “Raccontami una Storia”, rispecchiano la sua passione per il genere horror, a cui si affiancano anche quello fantasy e thriller.