Seconda puntata con il crowfunding di Maddalena Migani che oggi ci presenta il suo libro

Rimini(4)

E’ la storia di alcune amiche, che non fanno niente di speciale: vivono un annetto tra i loro dubbi, le passioni, la difficoltà, ma soprattutto i sorrisi, l’alcol e le risate.

La prima è Viola(diminutivo per Violante: più corto e meno impegnativo) , un’ascendente leone in piena regola: scanzonata, irriverente, creativa ed irresistibile, da secoli iscritta ad un’università che le piace poco, ma, io lo so, con un grande talento per la danza, ed in primis, per la vita. Ha uno stuolo di uomini che vorrebbero sposarla, fidanzarsi o quanto meno andare a letto con lei, non perché sia particolarmente bella ma come dire? La sintesi migliore l’ha fatta un suo ex: Viola con te non c’è paragone!

La seconda è Veronica, il suo zodiaco l’ho analizzato poco, ma quanto sia forte lo si capisce citando uno dei suoi hobby: trovare sempre il lato buono in tutto (ed io mi diverto un mondo quando non ci riesce) e certe pianificazioni della sua vita:

-Isa ho iniziato un programma di eliminazione del superfluo

-Quindi? Stai diventando comunista? Finalmente!!!

Perché Veronica è innamorata di Fini -io spero (o mi illudo) sia solo la ninfomane che è in lei (è convinta sia un bel uomo, o carismatico, quanto meno) ed io sto da qualche parte in un’estrema sinistra che però ancora fatica a trovarmi una casella in cui mettere la mia crocetta; qualcosa a cavallo fra l’anarchia, l’a-economia e destrutturazione (ristrutturazione? Non ho ancora deciso) sociale.

-Non ti illudere sinistroide, significa solo che l’altra sera uscendo dal locale non l’ho salutato: stava parlando e andare lì per salutarlo mi sembrava superfluo.

-mmmh… e lui?

-Se l’è presa.

-Gli uomini sono strani, a volte.

-Poi mi ha mandato a cagare, e mi sono accorta che ogni tanto mi fa bene!

-Ok, anche noi donne non scherziamo, a stranezze…

Veronica ha il bernoccolo degli uomini sposati o troppo seriamente fidanzati, ormai è storia, ma la parte più deprimente è che lei scopre d’essere una concubina quando è già dentro alla relazione fino al collo. Questi accadimenti le hanno fatto sviluppare all’ennesima potenza la dote di individuare se un uomo porta la fede o meno. Io questa dote proprio non ce l’ho: sono come i bambini che non tengono nemmeno in conto che ciò che ti piace potrebbe già essere di qualcun altro.

C’è il chiurlo, ex compagna di banco del liceo: l’unica persona al mondo a cui non riesco a nascondere niente, tranne quando eravamo a scuola: io le nascondevo il temperino e lei impazziva a cercarlo (è un’ordinata di indole) finché non le sovveniva che poteva essere nel mio astuccio e allora mi guardava con terrore, perché di solito quel luogo era assediato da fazzoletti da naso sporchi. Chiurlo è la più matura di tutte noi, quella che sta comprando casa col moroso (termine romagnolo per fidanzato, ragazzo, mi’ omo o simili), e ogni tanto mi chiama in preda alle lacrime, perché vorrebbe tornare adolescente; e lo sa quanto la capisco…

Poi ci sono io: mi chiamo Isabel, con una L sola, perché mia mamma è tedesca è s’è impuntata a voler rendere un po’ esotico il mio nome. Io da parte mia la ringrazio, se non altro da ragazzina i maschi erano meno tentati da battute taglienti come -Isa-bella? Casomai Isa-brutta!- Ma come immaginate qualcuno è riuscito ad arrivarci comunque…

 

Ho 26 anni, per quel che può significare; infatti a volte me ne sento 19, altre 23. A 22 anni, invece, mi sembrava di averne 45, e comunque sogno sempre di tornare a 18, ma con la testa di adesso: come sarebbe bello avere di nuovo tutto quel tempo libero…ma pare che sia una legge della vita: il tempo libero e la capacità di goderselo sono due grandezze inversamente proporzionali.

E la storia dove è ambientata? Beh, a Rimini, non quella celebrata nel film di Ligabue (a proposito, Luciano eri molto meglio quando scrivevi canzoni), né quella evocata nelle nostalgie di Fellini, e neanche la Rimini delle vacanze al mare tra straniere in cerca di latin lover e vitelloni mai di moda ma sempre in voga.

E’ un’altra la città di cui parleremo, quella della gente che la ama più d’inverno o in autunno, che non nelle sue chiassose estati; quella di gente che, nonostante:

-le barbariche invasioni d’agosto,

-il neo-brutalismo romagnolo (stile architettonico in voga soprattutto sulla fascia costiera),

-il clima da ignoranti arricchiti,

-l’appiattimento delle fasce sociali (di norma tre: i ricchi, i finti ricchi e quelli che se la passano male davvero)

-le speculazioni edilizie nell’entroterra,

-il pessimo gusto dirompente,

cerca di far di questo posto un luogo, e prova a viverci, a creare magia e talvolta follia, dove di solito non trovano posto.

 

Pubblicato da librieemozioni

Romana di nascita, ma cittadina del mondo, Paola Bianchi è laureata in Lingue e Letterature Straniere Moderne e insegna lingue e materie letterarie, oltre a lavorare come correttrice di bozze e traduttrice. Appassionata di tutto ciò che ruota intorno ai libri ha un proprio blog, www.librieemozioni.altervista.com, che considera un salotto aperto agli amanti della scrittura e della lettura, e ha fondato a Civitavecchia, dove vive, un Club Letterario. Attualmente scrive per il Magazine Caffebook e ha già pubblicato numerosi articoli anche per giornali locali. Il saggio “La Figura del Vampiro dalle origini ai nostri giorni, nelle opere di Anne Rice e Joseph Sheridan Le Fanu” come il romanzo breve “Giochi di luna”, e “Finzione o realtà?” racconto pubblicato in e-book nella raccolta “Raccontami una Storia”, rispecchiano la sua passione per il genere horror, a cui si affiancano anche quello fantasy e thriller.