Omaggio a Liala nell’anniversario della sua nascita

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Liala, pseudonimo di Amalia Liana Negretti Odescalchi cgt. Cambiasi (Carate Lario, 31 marzo 1897Varese, 15 aprile 1995), è stata una scrittrice italiana, fra le più note autrici di romanzi d’appendice del XX secolo; deve il suo pseudonimo a Gabriele D’Annunzio, il quale volle darle un nome che contenesse ortograficamente un’ala.

Per superare il dolore della morte del marchese Centurione Scotto, Liala cominciò a scrivere e nel 1931 pubblicò il suo primo romanzo Signorsì. La prima edizione, pubblicata da Mondadori, andò esaurita in soli 20 giorni.

Quasi tutti i primi libri di Liala si svolgono nell’ambiente militare, che lei conosceva ed amava tanto. I protagonisti maschili sono spesso audaci e valorosi, come Vittorio Centurione Scotto o Pietro Sordi. Quest’ultimo era un tenente colonnello al quale Liala fu legata sentimentalmente dal 1930 al 1948.

Nel primo periodo (19311948), l’ambiente dell’Aeronautica Militare costituisce spesso lo sfondo dei suoi romanzi e delle sue novelle, che non di rado contengono spunti autobiografici ed elementi tratti dalla vita di Pietro Sordi. In questa fase, nella quale l’io narrante a volte si riferisce a Liana (ossia alla persona stessa della scrittrice), si trovano di tanto in tanto precisi riferimenti a personaggi ed eventi storici: per esempio, nel romanzo Buona fortuna!, l’autrice fornisce una minuta descrizione del record del mondo di velocità per idrovolanti ottenuto dal maresciallo Francesco Agello il 23 ottobre 1934.

Dopo la separazione da Pietro Sordi (avvenuta nel 1948) subentra una fase che si può definire di lutto letterario (19491950), con la quale la scrittrice supera i problemi affettivi contingenti e inizia a scrivere il romanzo della sua vita, scolpendo a tutto tondo il ritratto del personaggio Liala, per il quale realtà e fantasia sfumano insensibilmente l’una nell’altra.

Successivamente, a partire dagli anni cinquanta, l’opera della scrittrice si rivolge al mondo della pura fantasia narrativa e non fa più riferimento a luoghi, fatti o personaggi di realtà, salvo qualche ritorno alle pagine autobiografiche proprie del personaggio Liala, come in Diario vagabondo (1977).

Nel Pianoro delle ginestre, Liala tratteggia per la prima volta il semplice ambiente provinciale in cui si svolge il romanzo con le stesse minuziose descrizioni e lo stesso compiacimento che in altre occasioni aveva riservato agli altolocati ambienti aristocratici: messa a confronto con il bel mondo, questa umile realtà provinciale e contadina non sembra affatto demeritare, piuttosto l’opera di Liala suggerisce che accanto (e prima) della nobiltà derivante dalla stirpe e dal censo, esiste la nobiltà d’animo (Cappuccio, 1998).

Liala morì nella sua residenza di Varese, Villa La Cucciola, il 15 aprile del 1995, all’età di 98 anni.

Liala rimane, ancora oggi, una delle scrittrici italiane più apprezzate, soprattutto tra il pubblico femminile. Malgrado i suoi racconti siano stati spesso tacciati di essere datati e melensi e relegati dalla critica all’ambito della letteratura rosa, è indubbio come non solo abbia saputo coltivare la fantasia di più di una generazione di donne, ma anche come abbia saputo incarnare nel suo stile piano, descrittivo ed elegante, un modo di fare letteratura che riassume il bello scrivere proprio di più di una generazione di scrittori italiani. I suoi libri hanno venduto più di dieci milioni di copie solo in Italia e l’hanno resa una delle scrittrici di romanzi d’appendice più famose del Novecento a livello internazionale.

Il cantautore Mario Castelnuovo la citò nel testo della sua canzone Nina, del 1984.

Pubblicato da librieemozioni

Romana di nascita, ma cittadina del mondo, Paola Bianchi è laureata in Lingue e Letterature Straniere Moderne e insegna lingue e materie letterarie, oltre a lavorare come correttrice di bozze e traduttrice. Appassionata di tutto ciò che ruota intorno ai libri ha un proprio blog, www.librieemozioni.altervista.com, che considera un salotto aperto agli amanti della scrittura e della lettura, e ha fondato a Civitavecchia, dove vive, un Club Letterario. Attualmente scrive per il Magazine Caffebook e ha già pubblicato numerosi articoli anche per giornali locali. Il saggio “La Figura del Vampiro dalle origini ai nostri giorni, nelle opere di Anne Rice e Joseph Sheridan Le Fanu” come il romanzo breve “Giochi di luna”, e “Finzione o realtà?” racconto pubblicato in e-book nella raccolta “Raccontami una Storia”, rispecchiano la sua passione per il genere horror, a cui si affiancano anche quello fantasy e thriller.